Archivio tag: Olio extra vergine d’oliva

Mele e fichi: l’ape e la vespa

Un’estate intensa con temperature altalenanti, e qualche temporale sporadico, ha permesso agli olivi di produrre una buona quantità di frutti che si presenta sana, in questi giorni di fine agosto.
Nell’oliveta sono presenti altre piante da frutto che sono sostegno anche di caprioli e cinghiali che abbondano nelle nostra colline.
Ho iniziato in questi giorni caldissimi, a raccogliere i primi fichi e le mele, che maturano un po’ alla volta, dai frutti che incorniciano il laghetto dell’oliveta.
La stagione delle mele è iniziata e insieme quella del frutto più dolce della nostra campagna: il fico, che anche se rustico e forte, ha bisogno di cure e potature per una buona produzione, soprattutto sana.



Le piante da frutto inserite nel contesto dell’oliveta, producono oltre ai frutti, il polline per le api, gli insetti principali impollinatori del melo, importanti per la biodiversità insieme gli agaonidi. Non è raro trovare un insetto svolazzare fuori o dentro ad un fico: la vespa, insetto fondamentale per la sopravvivenza del fiore della pianta del fico, che per noi è un frutto dolcissimo. Sembrerà un insetto fastidioso e pericoloso, ma come l’ape se disturbata da un pericolo, difende la propria casa.

Quale virus, la natura non può sconfiggere?

Una primavera che sa di autunno è quella del 2020, un anno da ricordare soprattutto per i divieti che hanno interessato l’agricoltura solo in parte. Così tra altalenarsi di temperature, tra neve, Sole e vento, la potatura degli olivi è andata avanti.

Non con qualche restrizione per il divieto di bruciare le potature, che ha rallentato di molto il lavoro. L’ordinanza della Regione Toscana emanata nel mese di marzo, comprende il periodo che va dal 20 marzo al 15 aprile, le cause del divieto sono dovute alla siccità, a dir poco plausibile.

I nemici da affrontare in questa primavera sono stati innumerevoli, dunque. La neve caduta nella nostra campagna proprio il 21 marzo, ha danneggiato le gemme di alcuni frutti e vitigni, ma con le temperature al di sopra dello zero, ha risparmiato molti altri fiori.

Così anche la stagione delle api, non è iniziata benissimo, già dai primi di marzo alcune famiglie  si sono affacciate con il gran caldo, pronte a sciamare con la propria regina. Si sono fermate grazie alla temperatura che dai 25 gradi è scesa bruscamente sotto i 10 gradi. Con la risalita delle temperature, le api sono adesso a lavoro per la produzione di miele.

Attualmente le arnie sono stanziali, e si trovano nel mezzo degli olivi, con vicino un piccolo laghetto, un bosco di castagni e frutti. Le api sono la presenza di una coltura biologica, che utilizza sistemi biodinamici per la difesa dei frutti e delle piante.

In conclusione, dopo tanti appelli, discorsi e silenzi forzati, questa stagione si preannuncia durissima. Soprattutto sul fronte economico, insieme alla consapevolezza che un sistema economico è sulla via del cambiamento, l’augurio è che la salute sia preservata con il cibo sano.

Un pensiero di questa primavera è per colui che non smette mai di seminare la propria terra, qualsiasi tempesta l’abbia distrutta. È questa terra che abbiano trovato coltivata, di una bellezza semplice e autentica, che rappresenta la storia di generazioni, dei nostri vecchi. Sono loro che hanno costruito un paese, lo hanno reso splendido, quello che in troppi hanno abbandonato. Ma non c’è terra avvelenata che non può essere di nuovo coltivata.

Non rimane che dire, se in tasca avrete le nuove mille lire, spendetele per addolcire le nostre vite!

Nuove destinazioni per Soprano

La produzione di olio di questo 2016 è destinata a un nuovo spazio per il confezionamento, accompagnato da una nuova veste grafica per bottiglie e lattine. Una stanza riconvertita da garage a spazio per l’imbottigliamento dell’olio che segue il regolamento per il confezionamento alimentare.

Lavori in corso

Un’idea nata dall’esigenza di confezionare l’olio direttamente in azienda comportando dei costi aggiuntivi attraverso il lavoro di restauro per pareti, finestre, pavimento, impianto elettrico, macchinari per il riempimento delle bottiglie.

Un progetto che si conclude in un’etichetta nuova. E un nome Soprano, che interpreta l’altitudine della produzione, la delicatezza e rotondità dell’olio prodotto. Soprano s’ispira alla passione per la musica, legante tra un alimento e l’interpretazione dei toni di gusto da abbinare come la musica, ai piatti più semplici.

SONY DSCSoprano in questo anno, raggiunge nuove destinazioni come l’Inghilterra, Olanda e palati austriaci, amanti dei sapori toscani più semplici e biologici.

pitturaNuove rotte alla ricerca di chi apprezza la vitalità e la passione per i prodotti made in Italy. Alla qualità del biologico si aggiunge per la produzione 2016 la denominazione DOP Toscana, in attesa di valutazione per una produzione limitata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Monitoraggio Mosca dell’olivo 2016

Fioritura OlivoÈ iniziato il monitoraggio della mosca olearia che si teme per quest’anno si presenti di nuovo. Le piogge di giugno hanno affaticato la fioritura e rallentato i lavori di campagna. Fioritura lenta e disomogenea a causa delle basse temperature e della mancanza di luce solare, dovute alle piogge primaverili che hanno fatto cadere molti fiori, riducendo il raccolto, già in questa prima fase.

Fioritura Oliveto 2016

Fioritura Oliveto 2016

Pericolosità di oggi è soprattutto l’umidità, che nonostante le temperature estive hanno raggiunto i 35 gradi in questo fine mese di giugno, scongiurano solo in parte la deposizione delle uova. La prevenzione sulla base delle trappole è assolutamente da esaminare come risolutiva per i professionisti del settore olivicolo. Dalla nostra parte, il vento costante della collina ci aiuta a contrastare l’umidità e la proliferazione della mosca, che potrebbe essere un nemico da combattere anche in questo anno 2016.

Trappola Mosca Olearia

Trappola Mosca Olearia

Non è motivo di cautela ma l’intenzione di produrre olio extra vergine d’oliva, che inizia la caccia alla storica e temibile mosca dell’olivo. Si inizia con il monitoraggio distribuendo due trappole per ettaro, che hanno una durata di trenta giorni. Monitoraggio che si ripete per tutto il mese di luglio. Periodo nei quali si assiste alla presenza in salita, stabile o assenza dell’insetto, che ha tutta l’intenzione di depositare le uova nelle piccole olive se svolazza indisturbata negli oliveti.

Scampato allarme per la Mosca dell’olivo

Oliveto in Agosto

Oliveto in Agosto, anno 2015

È iniziato nel mese di giugno il monitoraggio per la possibile presenza della Mosca Olearia dell’Olivo, con la messa a punto di trappole per verificare la quantità e il periodo di azione contro l’insetto. Un sistema per il monitoraggio, per ottenere una sana raccolta e un’abbondante produzione di olio extra vergine d’oliva.

Trappola Mosca Olearia

Trappola Mosca Olearia

Trappole di monitoraggio: vengono appese alla pianta di olivo, la loro funzione è quella di attrarre l’insetto di sesso maschile tramite il ferormone femminile presente sulla trappola, dotata di colla in cui l’insetto rimane incollato, permettendo così di quantificare la presenza all’olivicoltore.

Trattamento: dopo un accurato monitoraggio, si effettua solo al momento della comparsa delle olive.  Non si effettua nessun tipo di trattamento contro la mosca olearia prima e durante la fioritura, in quanto l’insetto agisce sul frutto depositando le uova. In caso di presenza si trattano le olive, nel periodo di massima presenza di insetto sulla trappola, con un’insetticida a base proteica specifica nel caso di agricoltura biologica.

Al momento attuale non si registra, come ufficializzato da Coldiretti, la presenza della Mosca che ha infestato la campagna scorsa (2014-2015), complice il caldo torrido che non ha favorito la proliferazione. Per precauzione, le trappole nuove per il monitoraggio sono sostituite a quelle di giugno e luglio, per il mese di agosto appena iniziato. Speriamo che oltre il caldo torrido, scenda qualche goccia di pioggia.

Raccolta e spremitura: parametri conformi extra vergine

Quest’anno la produzione è stata dimezzata, ma l’olio ottenuto è stato di ottima qualità. Dalle molteplici analisi, il risultato è stato positivo, ottenendo così un olio extra vergine d’oliva con una bassa acidità.
Contro ogni nostra aspettativa, considerando la propaganda negativa di molte zone circostanti, abbiamo deciso di procedere fino alla fine, non solo per la produzione di olio, ma anche per eliminare dalle piante i possibili parassiti che si sono annidati. Le olive in minima parte attaccate dalla Mosca olearia, sono state selezionate, per garantire un olio di qualità, a sfavore della quantità.

Raccolta Olive 2014

Raccolta Olive 2014

Analisi di laboratorio, sono state effettuate a ogni spremitura, soprattutto per procedere nella raccolta qualora risultasse negativa, ovvero con un’acidità oleica maggiore di 0,8. In ogni caso, l’olio non è di minore qualità se di acidità maggiore, secondo gli andamenti climatici, sarà infatti sempre più raro ottenere oli extra vergini di acidità molto bassa come gli anni precedenti.

Spremitura Raccolto 2014

Spremitura Raccolto 2014

L’acidità dell’olio prodotto oscilla dallo 0,29 allo 0,4, abbiamo ottenuto così la certificazione di parametri analitici conformi alla legge per olio Vergine d’oliva.

Un anno da ricordare: questa volta grazie ai parassiti.

La raccolta delle olive è stata protagonista dell’anno, ha rubato lo scettro alla malattia dei pomodori e ai parassiti delle castagne. Unica nota positiva quindi, l’interesse per un settore, quello dell’olivicoltura che ha attirato a se l’attenzione, per la produzione dimezzata e quindi per la richiesta massiccia di olio. Causa principale la condizione meteorologica avversa che ha favorito il prolificare della temuta Mosca olearia (Bactrocera oleae).

Raccolta ottobre-novembre 2014

Raccolta ottobre-novembre 2014

Non tutti sanno, o quasi nessuno dei non adetti ai lavori, che questo insetto, ha origini molto lontane e viene combattuto dagli olivicoltori dal secolo scorso. Le temperature miti invernali e le piogge estive abbondanti hanno reso il raccolto dell’anno corrente, per la maggior parte di privati e aziende agricole del centro e nord Italia, inutile per la produzione di olio d’oliva ed extra vergine di oliva. Disinfestazioni inutili, rese inefficaci dalle continue piogge estive: colpevole di un raccolto risicato, è proprio il clima. La stessa mancata o tardiva strategia di difesa di molti olivicoltori contro il parassita, ha portato alle conseguenze odierne.

Sui cambiamenti climatici, e le sue conseguenze che si avvertono ogni giorno, non vengono messi da parte interessi principalmente geopolitici, e le previsioni lasciano il tempo che trovano. Nel breve periodo, non esistono infatti protezioni vincenti contro il parassita, ma esperimenti e progetti per evitare l’utilizzo di sostanze chimiche, rivolti alla messa in salvaguardia degli olivi.

L’agricoltura più colpita, non è quella biologica, anche se molto più fragile e costosa, ma ogni tipo di agricoltura. Fondamentale è che ognuno, abbia cura delle piante possedute, tanto da salvaguardare e non rendere inutile il lavoro del vicino. Purtroppo invece, le persone spaventate e terrorizzate dal parassita che imperversava nell’autunno appena trascorso, hanno lasciato le olive sugli alberi, anche se limitatamente attaccate, non rendendosi conto che l’olio prodotto è, anche se in pochi casi, di ottima qualità. Questo atteggiamento compromette anche la prossima raccolta per coloro che invece hanno raccolto e ripulito le piante, ricordando che gli insetti volano e sedimentano sul terreno, che deve essere nella stagione primaverile, lavorato e ripulito. L’unica speranza di opporsi al parassita e alla noncuranza, è sempre il clima: un inverno rigido e secco, alternato da un’estate tipica mediterranea. Ma al momento invece, è allerta per le temperature miti del mese di novembre-dicembre e le piogge abbondanti di questi giorni.

Mai come quest’anno la tv ha dedicato tanto tempo all’olio, nell’anno di più carenza, con informazioni che hanno in alcuni casi sviato dal vero problema. La raccomandazione di non cogliere e di non consumare gli oli locali, sta favorendo l’acquisto di oli di oliva in circolazione a basso costo, nella maggior parte non extra vergini all’origine, ma ottenuti da miscele di olive comunitarie e marocchine, di cui si conosce una provenienza generica. Oli corretti per ottenere una bassa acidità oleica, e ottenuti da olive di cui non se ne conoscono le fattezze. Per cui è inappropriato incitare, all’acquisto di altri oli, non solo non migliori e nemmeno controllati, che hanno il pregio di un basso costo, che danneggia ulteriormente le piccole aziende.
La richiesta di calamità naturale al momento, è solo una vana speranza, e forse mai come in questa situazione, la gente capisce l’importanza fondamentale delle risorse pubbliche che dovrebbero essere destinate alle imprese e al lavoro, alla scelta di considerare il “denaro come un valore di scambio per produrre beni” e non il contrario.

Il Registro provvisorio: dalla produzione alla vendita

Nel nome della trasparenza, ogni 10 del mese è obbligatorio per le imprese agricole da gennaio 2014, rendicontare quanto fatto. Bisogna registrarsi nel portale online Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) di cui Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) nel settore dell’olivicoltura, vitivinicolo e quote latte, che svolge la funzione di Organismo di Coordinamento e di Organismo pagatore come stabilito dalla legge comunitaria europea. Agea interviene come erogatore di aiuti, contributi, premi ed interventi comunitari, gestione degli ammassi pubblici, dai fondi europei per lo sviluppo rurale, i programmi di miglioramento della qualità dei prodotti agricoli per gli aiuti alimentari e per la cooperazione economica con altri paesi, individuati dal Reg. (CE) n. 885/2006 (fonte Agea).

Sian è un registro online con accesso riservato per ogni coltivatore, che autonomamente o per conto di un ente (a pagamento) è tenuto a rendicontare, la produzione e vendita nel cosiddetto registro provvisorio. Un sistema di telematizzazione, che si aggiunge ai controlli del biologico di Suolo e Salute Srl, nel caso di Giuggiola, dell’olio extra vergine d’oliva, dalla produzione alla trasformazione e vendita. La mancata registrazione prevede una sanzione amministrativa della cifra in euro non ancora dichiarata nell’informativa. Obiettivo è il controllo dei prodotti italiani, la prevenzione della vendita di alimenti falsati e non provenienti dalla stessa azienda. Nota dolente delle piccole imprese agricole, è la mortificazione di controlli incrociati continui che non avvengono invece per le grandi produzioni. Controlli che sostituiscono la burocrazia cartacea con quella digitale che si aggiunge ai costi d’impresa.

Il portale Sian è sempre accessibile per la compilazione del registro, ma l’assistenza offerta da Agea è praticamente inesistente, nel caso di problemi di compilazione del registro e assistenza sui servizi. Durante i mesi estivi, dai primi di luglio fino ad oggi, contattare per mail l’ente è del tutto inutile. Il numero verde di Sian rimanda ad Agea: consigliato insistere con l’invio di mail con la “speranza” che qualcuno prima o poi risponda.
Enti convertiti all’UE, la commissione sanzionatrice e regolatrice delle politiche economiche degli Stati, che debbono eliminare le proprie strutture istituzionali “costose e inefficienti”, un tempo a costo zero per i cittadini e imprese, sono (pare) chiuse per ferie.