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Quale virus, la natura non può sconfiggere?

Una primavera che sa di autunno è quella del 2020, un anno da ricordare soprattutto per i divieti che hanno interessato l’agricoltura solo in parte. Così tra altalenarsi di temperature, tra neve, Sole e vento, la potatura degli olivi è andata avanti.

Non con qualche restrizione per il divieto di bruciare le potature, che ha rallentato di molto il lavoro. L’ordinanza della Regione Toscana emanata nel mese di marzo, comprende il periodo che va dal 20 marzo al 15 aprile, le cause del divieto sono dovute alla siccità, a dir poco plausibile.

I nemici da affrontare in questa primavera sono stati innumerevoli, dunque. La neve caduta nella nostra campagna proprio il 21 marzo, ha danneggiato le gemme di alcuni frutti e vitigni, ma con le temperature al di sopra dello zero, ha risparmiato molti altri fiori.

Così anche la stagione delle api, non è iniziata benissimo, già dai primi di marzo alcune famiglie  si sono affacciate con il gran caldo, pronte a sciamare con la propria regina. Si sono fermate grazie alla temperatura che dai 25 gradi è scesa bruscamente sotto i 10 gradi. Con la risalita delle temperature, le api sono adesso a lavoro per la produzione di miele.

Attualmente le arnie sono stanziali, e si trovano nel mezzo degli olivi, con vicino un piccolo laghetto, un bosco di castagni e frutti. Le api sono la presenza di una coltura biologica, che utilizza sistemi biodinamici per la difesa dei frutti e delle piante.

In conclusione, dopo tanti appelli, discorsi e silenzi forzati, questa stagione si preannuncia durissima. Soprattutto sul fronte economico, insieme alla consapevolezza che un sistema economico è sulla via del cambiamento, l’augurio è che la salute sia preservata con il cibo sano.

Un pensiero di questa primavera è per colui che non smette mai di seminare la propria terra, qualsiasi tempesta l’abbia distrutta. È questa terra che abbiano trovato coltivata, di una bellezza semplice e autentica, che rappresenta la storia di generazioni, dei nostri vecchi. Sono loro che hanno costruito un paese, lo hanno reso splendido, quello che in troppi hanno abbandonato. Ma non c’è terra avvelenata che non può essere di nuovo coltivata.

Non rimane che dire, se in tasca avrete le nuove mille lire, spendetele per addolcire le nostre vite!

Finanziabile: pubblicata la graduatoria PSR Giovani

Online la graduatoria preliminare sui progetti di avviamento d’impresa agricola, al fine di ottenere il contributo relativo al PSR Pacchetto Giovani 2014/2020, erogato da Artea, organismo pagatore della Regione Toscana proveniente da fondi agricoli europei. In data 15 gennaio 2016, i nominativi delle aziende agricole pubblicate sulla pagina dedicata di Artea, sono inclusi nel processo di selezione successivo. I progetti sono stati accolti fino al mese di novembre dello scorso anno e presentati dalle associazioni di categoria, nel caso specifico Coldiretti.

Giuggiola è rientrata nei progetti finanziabili, inserita nella graduatoria preliminare, in base a un punteggio acquisito nel processo di presentazione del progetto, a cui segue un’istruttoria al fine di valutare la veridicità e fattibilità del progetto ritenuto finanziabile, inserito principalmente nel settore olivicolo di cui una parte vitivinicolo. L’istruttoria si apre una volta presentata la domanda del progetto esecutivo, al fine di ricevere il contributo che viene erogato in due fasi, previsto non prima del mese di luglio.

Le problematiche insorgono nella gestione del contributo, suddiviso in due parti: una parte accreditata subito all’agricoltore, a termine dell’istruttoria, all’atto di assegnazione del contributo, e la restante parte anticipata. Quest’ultima per essere finanziata dal contributo deve prima essere spesa. Il neo imprenditore dovrà rendicontare le spese, una volta portate a compimento e quindi successivamente verranno ricoperte dal contributo, nel caso in cui il finanziamento sia completamente a fondo perduto. Per accedervi, il giovane imprenditore agricolo che AVVIA UN’IMPRESA, dovrà nella maggior parte dei casi, chiedere un prestito in banca, o spendere, se lo possiede, un capitale in denaro in suo possesso che decide di investire.

L’anticipo della somma per l’avvio d’impresa nel caso di prestio bancario, è sostenibile se: avete un contratto a tempo indeterminato (non possibile in quanto il bando finanzia solo un imprenditore e non un dipendente); un garante (un genitore, un amico, un parente con la pensione o con un lavoro a tempo indeterminato); infine un’ipoteca sui terreni agricoli o sulla propria abitazione, che abbiano un valore di molto superiore al prestito richiesto (con spese notarili da considerare nei costi di avvio impresa).

I neo imprenditori presenti in graduatoria, che decidono di presentarsi in un istituto bancario, avranno caratteristiche differenti, ma tutti con lo stesso denominatore comune, cioè con in mano un progetto finanziabile nella carta con un alto punteggio, ma nella realtà molto difficile da concretizzare. Ad oggi le banche commerciali non si occupano di credito all’agricoltura, c’è molta superficialità e poca conoscenza del settore, dei prodotti e delle capacità di giovani imprenditori,  consapevoli dei rischi, ma in grado di realizzare progetti innovativi e a km zero, contribuendo allo sviluppo dell’economia interna, di uno Stato attento a sviluppare maggiormente la domanda interna rispetto all’esportazione. Ci sono poi gli istituti che si occupavano prevalentemente di credito agricolo, ma che hanno ceduto il passo ad altre operazioni. L’ultima prova da fare è contattare piccoli istituti di credito del territorio, che abbiano già una conoscenza del settore agricolo.

GRADUATORIA ARTEA TOSCANA sezione news: https://www.artea.toscana.it/