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Mele e fichi: l’ape e la vespa

Un’estate intensa con temperature altalenanti, e qualche temporale sporadico, ha permesso agli olivi di produrre una buona quantità di frutti che si presenta sana, in questi giorni di fine agosto.
Nell’oliveta sono presenti altre piante da frutto che sono sostegno anche di caprioli e cinghiali che abbondano nelle nostra colline.
Ho iniziato in questi giorni caldissimi, a raccogliere i primi fichi e le mele, che maturano un po’ alla volta, dai frutti che incorniciano il laghetto dell’oliveta.
La stagione delle mele è iniziata e insieme quella del frutto più dolce della nostra campagna: il fico, che anche se rustico e forte, ha bisogno di cure e potature per una buona produzione, soprattutto sana.



Le piante da frutto inserite nel contesto dell’oliveta, producono oltre ai frutti, il polline per le api, gli insetti principali impollinatori del melo, importanti per la biodiversità insieme gli agaonidi. Non è raro trovare un insetto svolazzare fuori o dentro ad un fico: la vespa, insetto fondamentale per la sopravvivenza del fiore della pianta del fico, che per noi è un frutto dolcissimo. Sembrerà un insetto fastidioso e pericoloso, ma come l’ape se disturbata da un pericolo, difende la propria casa.

Marmellata!? La giuggiolata della Giuggiola!

Un’ottima annata lo si direbbe del vino, e si può vestire questo detto perché no anche per le giuggiole. Eh sì, proprio loro, i “datteri cinesi”, i frutti che nascono dal giuggiolo, la pianta da cui la nostra avventura ha preso le sembianze dal 1995. Voglio parlarne perché sono loro le protagoniste di quest’anno 2019.

Un frutto dalle molteplici proprietà, che per molti anni è stato il frutto povero di tanti contadini, oggi abbandonato dalle grandi produzioni agricole. Per certi versi simile all’olivo nella potatura, questa pianta dall’arbusto spinoso, è un frutto dalle note dolci e delicate: per questo mi sono messa a “trasformare” le giuggiole in una gustosa e dolce marmellata “fatta in casa”.
Un’impresa non semplice, dopo ricerche serrate per trovare una ricetta credibile sul web, ho avuto un suggerimento da un’amica, attenta e appassionata cuoca pugliese che mi ha indirizzato nella strada giusta!

Marmellata di Giuggiole

Vi presento così il nuovo prodotto della Giuggiola, senza frasi d’effetto ma con tanto entusiasmo: la giuggiolata!

Un abbondante fioritura!

Dopo il passaggio di Buran, il vento gelido che ha provocato le ondate di freddo dell’inverno scorso, gli olivi hanno resistito al ghiaccio e alle temperature scese fino a meno 12 gradi. Alcune piante sono state duramente attaccate, una piccola percentuale (circa 1 per cento) che con l’arrivo della primavera e della mignolatura, non si sono risvegliate con la conseguente mancata fioritura.

Tra le piante colpite si registrano fenomeni di tagli sul tronco e sui rami, dovuti al congelamento della parte linfatica della pianta. Disinfettate le ferite da ghiaccio con rame e mastice specifico, si  lascia tutto il tempo necessario alla pianta, già fortemente debilitata di riprendersi senza infierire con potature fino alla prossima primavera.

Fioritura Giugno 2018

La gioia è tutta concentrata per le piante che invece hanno resistito e hanno avuto prima una mignolatura importante seguita da una fioritura ricchissima. La stagione primaverile promette un raccolto abbondante, la temperatura e la pioggia del mese scorso ha irrigato le piante e reso il terreno fertile e ricco di acqua per la stagione estiva alle porte.

Le piante in fase di mignolatura sono state trattate con specifico prodotto biologico che dopo la pioggia abbondante di maggio, sono state attaccate da occhio di pavone e da possibili sviluppi di rogna dopo la potatura primaverile. Dopo la fioritura abbondante di quest’anno, aspettiamo le olive, ma prima ancora iniziamo con il monitoraggio della mosca dell’olivo.

Fioritura Giugno 2018

Troppo caldo: via gli insetti e anche il raccolto!

olivi luglio 2017

Il caldo del mese di giugno ha causato notevoli danni all’agricoltura, provocando la caduta dei fiori degli olivi e il mancato sviluppo del frutto che la temperatura elevata ha seccato e in alcuni casi ridotto. Il raccolto previsto per quest’anno sarà esiguo e il prezzo del prodotto salirà, come succede quando la richiesta del prodotto in scarsità aumenta. Naturalmente si tratta di affermare un principio economico di base se quel prodotto dovesse mancare sul mercato, ma non è il caso dell’olio d’oliva (non extra vergine) che si trova a basso costo nei supermercati proveniente da paesi africani o da miscele di paesi europei destinato al consumatore. Il risultato è che ne avranno beneficio come al solito i prodotti di scarsa qualità destinati principalmente al consumo di massa.
Si ricorda inoltre che in caso di calamità naturale, la richiesta di risarcimento è inutile, come prevedono le leggi italiane che seguono le direttive europee. (www.diritto24.ilsole24oreguidaAldiritto/civile/civile/primiPiani/2012/05/protezione-civile-con-la-riforma-lo-stato-non-risarcira-più-per-le-calamita-naturali.php).
Le regole del “mercato libero” e incontrollato continuano a dare i suoi frutti!!!

Susina Claudia di Giuggiola

Intanto, nonostante il caldo torrido e la presa di consapevolezza di una scarsa produzione per il 2017, prosegue la pulitura delle piante dai succhioni che dopo la potatura crescono lungo il tronco e le branchie.
Ma il caldo e soprattutto il Sole, ha avvantaggiato i frutti come le susine claudie, dolcissime e ormai mature da mangiare o destinate a deliziose marmellate fatte in casa, da conservare gelosamente in credenza.

Verdi a Settembre: olive frutto d’autunno

Tra gli ultimi frutti che maturano, le olive sono ormai quasi pronte per la raccolta autunnale. In questo 2016, la presenza della mosca olearia ci costringe ad anticipare la raccolta per evitare attacchi ai frutti, che avviene solitamente alla fine del mese di ottobre, ma il più temuto insetto ci costringe ad anticipare nei primi giorni del mese.

Olive 2016

Olive 2016

Trattamenti di Rame

Trattamenti di Rame

Dopo il monitoraggio iniziato nel mese di giugno, la presenza dell’insetto ha allarmato gli olivicoltori toscani. Per il biologico, i trattamenti effettuati ogni 7 giorni, hanno dato buoni risultati, anche se la presenza dell’insetto è ancora oggi insistente sulle trappole. Ultimo trattamento per la protezione dei frutti è l’anticrittogamico rameico, il rame che permette di combattere le malattie delle piante e protegge i frutti dall’insetto.

Olive Settembre 2016

Olive Settembre 2016

Le olive sono abbondanti in questo 2016, e si calcola che gli attacchi della mosca in alcune varietà di piante, come frantoio e leccino, diminuiscono la produzione del 20 per cento.

 

Monitoraggio Mosca dell’olivo 2016

Fioritura OlivoÈ iniziato il monitoraggio della mosca olearia che si teme per quest’anno si presenti di nuovo. Le piogge di giugno hanno affaticato la fioritura e rallentato i lavori di campagna. Fioritura lenta e disomogenea a causa delle basse temperature e della mancanza di luce solare, dovute alle piogge primaverili che hanno fatto cadere molti fiori, riducendo il raccolto, già in questa prima fase.

Fioritura Oliveto 2016

Fioritura Oliveto 2016

Pericolosità di oggi è soprattutto l’umidità, che nonostante le temperature estive hanno raggiunto i 35 gradi in questo fine mese di giugno, scongiurano solo in parte la deposizione delle uova. La prevenzione sulla base delle trappole è assolutamente da esaminare come risolutiva per i professionisti del settore olivicolo. Dalla nostra parte, il vento costante della collina ci aiuta a contrastare l’umidità e la proliferazione della mosca, che potrebbe essere un nemico da combattere anche in questo anno 2016.

Trappola Mosca Olearia

Trappola Mosca Olearia

Non è motivo di cautela ma l’intenzione di produrre olio extra vergine d’oliva, che inizia la caccia alla storica e temibile mosca dell’olivo. Si inizia con il monitoraggio distribuendo due trappole per ettaro, che hanno una durata di trenta giorni. Monitoraggio che si ripete per tutto il mese di luglio. Periodo nei quali si assiste alla presenza in salita, stabile o assenza dell’insetto, che ha tutta l’intenzione di depositare le uova nelle piccole olive se svolazza indisturbata negli oliveti.

Produzione olio 2015, qualità e minore quantità.

Un anno felice per gli olivicoltori in termini di qualità, con un calo di quantità nella zona che ci riguarda. Il territorio aretino, è stato caratterizzato dalla mancata raccolta di alcune qualità di olive che nelle zone più umide è stata invece più abbondante. Il moraiolo, colpito dalla siccità di questa estate, non ha prodotto nelle zone montane e meno umide delle corrispettive valli, sufficiente quantità di olive per una produzione di olio come negli anni passati, per esempio il 2013. Se quindi la siccità ha influito positivamente nei riguardi della mosca olearia, ha reso meno abbondante la raccolta. Il clima quindi ha influito negativamente anche quest’anno sulla produzione dell’olio extra vergine d’oliva in termini di produzione. Il caldo autunnale è invece intervenuto positivamente sulla resa maggiore dell’olio, accelerando la maturazione delle olive intervenendo sulla quantità di produzione.

Raccolta Olive

Ottobre 2015

Se i toni dell’olio di nostra produzione sono solitamente più caldi, ciò è dovuto al moraiolo che smorza il verde tagliente di un’altra qualità, ovvero il leccino. Se la produzione del 2015 è stata particolarmente “verde”, senza quel tono di colore che lo rendeva più rotondo non solo alla vista ma soprattutto al gusto, è dovuto alla sua carenza. Qualità, apprezzata comunque dal cliente finale.

La carenza di produzione del 2014 a causa della mosca olearia, ha prodotto una “corsa all’oro”, frenata quest’anno da un clima avverso e da una minore produzione. Queste cause hanno reso tangibile un apprezzamento del prodotto in termini di qualità, cioè una maggiore consapevolezza del prodotto da parte del consumatore e una divisione netta tra prodotti marchiati UE, cioè prodotti con miscelazioni di oli provenienti da olive di diversa estrazione e territorio. Il nostro prodotto toscano e biologico è stato apprezzato anche quest’anno, con una conseguente diversificazione del prezzo finale.