Un #campo libero?

La nuova Pac è stata presentata ad Arezzo da Coldiretti, la politica agricola comune 2014-2020, che raggiunge l’accordo con il Governo italiano, ma deve passare da Bruxelles, prima. Comune a tutta l’Italia, che diviene una Regione unica, un “membro” come lo definisce uno dei relatori presenti. Unica perché tutte le Regioni abbiano lo stesso livello di sostegno. La nuova politica nasce dalla necessità di reperire risorse finanziarie, che Bruxelles non ci concede. Il 18 per cento di risorse in meno del precedente piano agricolo. Niente liquidità per le imprese.

In parole povere, le risorse trovate sono relative alla tassazione sulle rendite, chi aveva di più si livella al pari degli altri, alcuni ci guadagnano come i giovani agricoltori che decidono di fare impresa, la cosiddetta casta di intoccabili che invece rappresenta il 2 per cento dei beneficiari che ha ricevuto il 15 per cento delle risorse finanziarie, ci perde. Equità che significa maggiori controlli, uguale maggiore burocrazia, come lamenta uno e più agricoltori “da cinque anni a oggi – commenta – tutti si svegliano la mattina e si inventano una regola, siamo arrivati alla complicazione di tutto”.

Previsioni di mercato fondamentali per vendere un prodotto, si gioca sul prezzo. Alla platea di agricoltori, di cui il 95 per cento sopra ai 40 anni, viene richiesto un “salto interiore”. Nuovi progetti, creatività e imprenditorialità per competere. La richiesta della platea sembra volgere su un punto più “terra terra”. E il credito e il fattore rischio? Come la mettiamo che domenica (15 giugno 2014) le previsioni meteo hanno messo grandine e la possibilità di danni all’agricoltura? Risposta: Speriamo che si siano sbagliati, in ogni caso il Governo consiglia di fare domanda per “calamità naturale”, ma è una proforma, perché il Fondo è a secco. Conviene assicurarsi.

In sostanza, la nuova politica non si fonda sulla produzione, ma soprattutto sulla salvaguardia ambientale, dichiarano i tre relatori presenti. Richiesto il greening, ovvero l’inverdimento di aree vaste di monocoltura. Il coltivatore di grano, con una vasta quantità di ettari, come stabilisce la pac, deve piantare una siepe, alberi, nel mezzo a un campo di grano, nelle crete senesi per citarne una, per bellezza e per garantire la biodiversità. L’impegno richiesto per la produzione viene meno, quella è il mercato che la guida.

Infatti secondo il Punto Coldiretti, i prezzi agricoli sono in calo rispetto al 2013, del 2,6 per cento, secondo le rilevazioni Ismea di Aprile: vini (-20,9 per cento), cereali (-9 per cento), semi oleosi (-8 per cento), oli d’oliva (-5 per cento), coltivazioni industriali (-4,3 per cento), ortaggi (-3 per cento), frutta (-0,4 per cento), seguiti da carne e uova in diminuzione del -5,9 per cento. Positivi i prodotti lattiero-caseari tra il 5,5 e 2,8 per cento.

La richiesta che accomuna tutti i presenti, è la questione del credito.

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